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CAPRINO BERGAMASCO: tra i giardini di delizia e decoro, e le antiche dimore

Caprino Bergamasco: cosa vedere, cosa fare e come arrivare

Caprino Bergamasco è un borgo italiano di 3.079 abitanti situato nella provincia di Bergamo, noto ai più per essere la suggestiva location della serie tv Il Collegio. Oltre alle straordinarie immagini portate alla ribalta dal piccolo schermo, questo comune ha veramente tanto da offrire in termini di escursionismo e perle di interesse storico. Leggici perché stiamo per darti qualche consiglio sulle attrazioni che non devi perdere, se capiti da queste parti.

Caprino Bergamasco: informazioni generali

 

In pochi lo sanno ma Caprino Bergamasco per secoli ha rappresentato il centro amministrativo ed economico tra i comuni della zona: si trova, infatti, lungo un’importante via di comunicazione che collegava Bergamo e Como e si è sviluppato notevolmente mantenendo per anni un grande splendore.

Suolo di incursioni barbariche e scontri tra fazioni, conserva ancora oggi – nonostante il suo passato – molti edifici antichi e luoghi misteriosi ed affascinanti da visitare.

Il Collegio Celana, per esempio, fu fondato nel 1566, ed è considerato la scuola cattolica più antica d’Italia.

Caprino Bergamasco comprende al suo interno le frazioni di Celana, Perlupario, Sant’antonio d’adda, Celanella, Opreno, Formorone ed è meta ambita anche per chi desidera fare escursionismo nella zona. Nei prossimi paragrafi approfondiremo tutti i punti di osservazione storica e turistica della zona di Caprino Bergamasco.

Caprino Bergamasco: cenni storici

 

Il nome Caprino Bergamasco fa la sua prima storica apparizione soltanto nel 962 con il Diploma  dell’Imperatore Ottone I°  che regala al Vescovo di Bergamo alcuni territori tra cui, appunto, Caprino.  Prima di questo documento non vi è traccia del comune, nonostante sia chiaro che esistesse già.

Questa è la prima volta in cui appare effettivamente nel quadro generale della Storia con un Diploma del primo imperatore del Sacro Romano Impero Germanico.

Caprino Bergamasco viene descritto come comune autonomo negli statuti di Bergamo del XIV e XV secolo dove si rappresenta anche l’unione fiscale a Celana e Cisano.

È del 1276, poi, una pergamena,  attualmente custodita presso la Biblioteca Civica A. Mai di Bergamo, che rappresenta una delibera presa “in pubblico et generali Concilio” con cui il Console si impegna a contrarre con il Consorzio della Misericordia Maggiore un mutuo di 25 lire imperiali per l’acquisto di frumento e panico.

Non sappiamo se si trattasse di una carestia o di una prassi consueta ma la pergamena rappresenta un’importante testimonianza del sistema democratico vigente e del fatto che i toponimi, cioè i nomi delle varie località, sono rimasti inalterati nel tempo.

Cosa vedere a Caprino Bergamasco

Di seguito ti proponiamo alcune particolarità da visitare nel comune. Continua la lettura per sapere tutte le cose da fare a Caprino Bergamasco!

La chiesa di San Biagio

 

La chiesa di San Biagio è la parrocchia di Caprino Bergamasco, facente parte del vicariato di Calolzio-Caprino. La struttura venne iniziata nel 1735 e ultimata nel 1760, consacrata quasi 100 anni dopo, nel 1856.

Grazie ad alcune documentazioni sappiamo che in realtà esisteva già intorno al 1264, ma numerosi lavori per ingrandirla e abbellirla furono fatti nel corso dei secoli, per portarla allo splendore di cui gode anche oggi.

Un primo rifacimento fu condotto nel XIV secolo. Nel 1639 fu innalzata la cappella laterale della Madonna dello Spasimo e nel 1649 quella del Suffragio, mentre entro il 1685 si fecero i primi interventi sul coro. All’inizio del Settecento la chiesa fu ingrandita e abbellita, ma già verso il 1730 si decise di riedificarla ex novo.

La nuova parrocchiale fu costruita tra il 1735 e il 1760, ispirandosi alla chiesa milanese di San Fedele. All’inizio del Novecento l’edificio fu oggetto di restauro, concluso nel 1931. Nel 1948, infine, venne demolito l’antico campanile e ricostruito; la nuova torre campanaria, fu progettata nel 1953 dall’ingegner Luigi Angelini, e terminata nel 1965.

La chiesa a navata unica presenta una pianta rettangolare, con presbiterio sopraelevato di tre gradini che si conclude con abside semicircolare. Sul lato destro della prima campata si trova al centro la cappella dell’Addolorata con altare in marmo in stile neoclassico; l’ancona è sormontata da angeli suonanti e un gruppo di tre alati che portano i simboli della passione. La seconda campata ha sulla sinistra l’altare della Madonna del Rosario di stile barocco e, sulla destra, la cappella dedicata al Suffragio dotata di altare in marmo nero con una tela raffigurante la Madonna con il Bambinello.

La chiesa di San Biagio offre uno scorcio interessante, ma non è tutto: uscendo, prenditi del tempo per passeggiare nel borgo e osservare gli edifici storici nelle zone limitrofe.

Gli edifici storici di Caprino Bergamasco

 

Proseguendo nella visita del borgo, ti suggeriamo di prestare attenzione alle targhette dorate che troverai accanto ai vari edifici con una rilevanza storico-culturale

Nella tua passeggiata incontrerai Palazzo Gerosa, Casa Luigi Torri, Palazzo Quarenghi, Palazzo Rota-Rossi, ma non solo.

Tra gli edifici storici, visita Palazzo Rota-Rossi, dalla facciata viva e curata. Strutturato su un androne d’ingresso porticato, sovrastato da loggiati coperti, le sue facciate sono decorate con gusto e vale la pena prendersi una pausa per ammirarne la complessità artistica.

Una piccola sosta merita anche Palazzo Sozzi. L’edificio venne costruito nel XVIII secolo dall’omonima famiglia; fu eretto su preesistenti resti medioevali e rimase in funzione fino alla metà del XX secolo. La facciata principale e le decorazioni interne sono in stile Neoclassico. L’androne di ingresso si presenta con porticato colonnato: è presente anche un giardino di impianto romantico con torretta in stile eclettico neo-medioevale. Vi trascorse la vecchiaia e vi morì nel 1966 il baritono Francesco Cigada.

Consulta l’elenco completo degli edifici storici a questo link: http://demo.comune.caprinobergamasco.bg.it/index.php/palazzi-storici/category/1

Il collegio convitto e la Chiesa Celana

 

Il collegio convitto Celana

 

Il collegio convitto Celana sorse nel 1579 per volontà di Carlo Borromeo. La struttura venne gestita da religiosi come istituto esclusivamente maschile. Le ragazze saranno ammesse in seguito a partire dagli anni ’90 del Novecento.

Fra i suoi allievi di rilievo si contano Angelo Roncalli, poi divenuto papa Giovanni XXIII, Francesco Nullo, eroe del Risorgimento, ma anche calciatori famosi come Giuseppe Meazza e Sandro Mazzola. Nel 1965 il regista Ermanno Olmi ambienterà proprio lì alcune scene del suo film “E venne un uomo” dedicato proprio a Giovanni XXIII. Sempre a lui sarà dedicato un sentiero che ripercorre tutte le tappe della sua infanzia.

Nel 2014 il collegio chiuderà i battenti a causa delle alte spese di gestione: una perdita inestimabile considerando anche i diversi laboratori presenti e un interessantissimo museo di scienze naturali con una straordinaria collezione di fossili e minerali.

Chiesa di Santa Maria Assunta di Celana

 

La Chiesa di Santa Maria Assunta di Celana vanta, invece, origini più antiche: risalirebbe, infatti, ai primi anni del ‘200. I lavori più importanti, però, sono stati fatti intorno al XVI secolo.

Esternamente presenta uno stile neoclassico, mentre l’interno è più articolato e complesso. La navata è divisa in tre spazi: il primo rettangolare con volte a crociera e scandito da nicchie; il secondo con una base quadrata nella quale si innesta il tamburo della cupola semicircolare dipinto a cassettoni e il terzo con l’area destinata all’altare e al catino absidale. La zona è stata volutamente rialzata per poter ospitare l’organo Serassi. Alla ritmicità degli spazi contribuisce la decorazione policroma della parete e dalla presenza di nervature dorate.

All’interno dell’abside, attorniata da una cornice Neobarocca, si può ammirare la splendida Pala dell’Assunzione della Vergine di Lorenzo Lotto. La particolarità della Pala sta nell’esistenza di tre livelli di lettura differenti: il paesaggio, le scenette sullo sfondo e la figura dell’Assunta in cielo e gli Apostoli in primo piano. Se osservi con attenzione potrai cogliere i richiami all’arte di Leonardo e dei pittori del nord.

Il chiaroscuro è morbido e sfumato e definisce le espressioni dei volti e lo scambio di sguardi; riesce a creare un movimento continuo ed incessante che non concede pause all’occhio. La chiesa è visitabile solo durante le funzioni religiose.

Il borgo di Caprino Bergamasco offre anche due sentieri interessanti per gli amanti delle passeggiate: attrezzati con un paio di scarpe comode (e l’autan d’estate) e parti alla scoperta dei percorsi nascosti. 

Cosa fare a Caprino Bergamasco: le camminate più belle

 

I Giardini di Delizia

 

C’è un’intera rete di collegamenti tra questi giardini antichi in tutto il borgo: il percorso può iniziare, per comodità, da pittoresco Gerosa, di impianto romantico, caratterizzato dalla presenza di ghiaia nel viale, diverse aiuole e alberi ad alto fusto.

Si passa poi attraverso il Palazzo Vimercati-Sozzi, il più importante e maestoso di Caprino ed il suo giardino all’italiana che si apre con quattro aiuole ed una fontana al centro e termina con un padiglione. Puoi, poi, proseguire il tuo itinerario visitando i giardini Asinelli, Pizzorno, Lozza, Ghislanzoni… nonostante il borgo non sia tra quelli più grandi della zona, conserva davvero moltissime peculiarità che lo rendono una meta molto apprezzata dai turisti.

Il sentiero dei castagni

Facile e alla portata di tutti, con dislivelli contenuti e caratteristiche del tracciato di tipo escursionistico-turistico, il sentiero dei castagni si può godere durante qualsiasi stagione.

L’itinerario parte dalla frazione di Perlupario nel comune di Caprino Bergamasco raggiungendo a piedi la frazione di Opreno. Da qui si segue una bella mulattiera che, con un dislivello di 250 m., conduce al caratteristico borgo di Colpedrino posto in posizione panoramica sul crinale dell’Albenza. Lungo questo tratto, a fianco della mulattiera, si possono osservare maestosi castagni da frutto la cui presenza testimonia che nel passato la coltivazione in questi luoghi era abbondantemente praticata.

Da Colpedrino, proseguendo in leggero falsopiano , si procede verso la sella di Costa Coldara, già visibile in lontananza, punto di confine tra i comuni di Caprino e Torre dè Busi. Giunti al colle si scende dal lato opposto verso la contrada Coldara; svoltando poco dopo a sinistra su un sentiero che attraversa in piano il bosco sotto la cima del Pizzo Pec si giunge a Col Fopa, antico insediamento attualmente abbandonato.

L’ultimo tratto è in discesa: dopo il superamento di qualche piccola valle secondaria, la facile mulattiera, a tratti a scalini, ci riporta verso Opreno. Lo affiancano diversi edifici rustici ove un tempo si essiccavano fieno e castagne. L’intero itinerario richiede circa 3 ore di cammino.

 

Un’informazione interessante per gli escursionisti, ma anche per chi si affaccia alla visita del comune d’estate è la messa a disposizione di un erogatore dell’acqua con prezzi molto contenuti. La casetta dell’acqua di Caprino Bergamasco è in funzione 24 ore su 24, disposta negli spazi pubblici e collegata direttamente alla rete dell’acquedotto. Il costo di un litro di acqua è di soli 5 centesimi al litro: il pagamento si effettua direttamente alla macchinetta. Per rendere l’acqua più gradevole al palato e più vicina ai gusti e alle abitudini dei consumatori, viene effettuato un processo di microfiltrazione dell’acqua, abbinato alla sterilizzazione a raggi ultravioletti.

Altre informazioni e risorse utili su Caprino Bergamasco

Vuoi saperne di più? Puoi approfondire la conoscenza di Caprino Bergamasco in questi siti:

  • Sito del Comune: http://demo.comune.caprinobergamasco.bg.it/
  • Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Caprino_Bergamasco
  • Letteratura, storia ed arte a Caprino Bergamasco – Associazione culturale “Fucina Ghislanzoni”: https://www.comune.caprinobergamasco.bg.it/vivere-paese/associazioni/associazione-culturale-fucina-ghislanzoni

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NOTA: questo articolo è stato elaborato da: Noemi Bosello e Giulia Iezzi durante il tirocinio svolto per Imparafacile, con il coordinamento di Giovanni Dalla Bona

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